Michele De Santis


IL  LASER  NELLE  MALATTIE  GENGIVALI:

Una  vera  rivoluzione
A  colloquio  con  il  Dottor  Nunzio  Tempesta

Avevamo sentito parlare del raggio luminoso laser nella cura delle malattie gengivali, ma non avevamo idea di che cosa si trattasse. Così, per capirne di più, abbiamo incontrato il Dottor Nunzio Tempesta, specialista odontostomatologo, nel suo studio di Terlizzi, che gentilmente ci ha concesso un po’ del suo tempo, rispondendo alle nostre domande:

Domanda – Dottor Tempesta, lei che la utilizza già da tempo, ci vuol spiegare in che cosa consiste questa nuova conquista tecnologica?
Risposta – Il laser in parodontologia è una realtà ormai consolidata poiché permette di ridurre il ricorso alla chirurgia parodontale tradizionale.
Cerco di spiegarmi meglio.
Gli interventi si suddividono in due categorie: a cielo aperto (chirurgia vera e propria) e a cielo chiuso (levigatura e courettage). Questo secondo intervento, se effettuato con la luce laser, permette di decontaminare le tasche parodontali dai batteri, stimolare le cellule sane e rimuovere il tessuto necrotico (morto)  sia sulla radice (cemento radicolare) sia sul versante gengivale (tessuto di granulazione). Con il raggio laser, pertanto,  si riesce a disinfettare e trattare a cielo chiuso  parti altrimenti accessibili solo con la tradizionale chirurgia  a lama fredda. I vantaggi sono molteplici; si evitano: anestesia, antibiotici, intervento cruento con apposizione di punti di sutura, circa 8 giorni di convalescenza dolorosa e fastidiosa, rimozione dei punti e costi di gran lunga superiori con risultati pressoché sovrapponibili.

D. – Il laser riesce a sostituire il tradizionale trapano che tanto impaurisce il paziente che si reca nei vostri studi ?

R. – Bisogna precisare che esistono svariati tipi di laser; fino ad ora parlavamo del laser a diodi, ma in realtà chi utilizza il laser in uno studio odontoiatrico, deve possederne più di uno per poter intervenire in qualsiasi tipo di terapia con l’apparecchio più adeguato. Uno dei 3 laser che utilizzo è appunto il laser ad erbium adatto a sostituire il vecchio trapano.

D. – Si può quindi utilizzare per la cura della carie?

R. – Certamente e con risultati sorprendenti: in maniera indolore ed in assenza di vibrazioni ( non tocca fisicamente il dente ma viene tenuto a distanza) il laser ad erbium apre il dente, pulisce, decontamina, conserva più tessuto dentale riscaldando meno del “trapano” e quindi esplicando un’azione meno lesiva per la polpa dentale. Addio allora alla  fastidiosa  puntura con la certezza di aver chiuso una cavità perfettamente asettica:  meno disagi per il paziente e garanzia  di risultati.

D. – Quindi una vera rivoluzione?

R. – Ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione epocale: un po’ come quello che accadde negli anni ’60 con gli strumenti rotanti ad alti regimi ( la turbina).  Nel campo del laser l’obbiettivo è quello di poter agire selettivamente, su tessuti duri o molli, senza danneggiare i tessuti confinanti.

D. – Dottor Tempesta, scendiamo più nei particolari : quali sono gli effetti del laser e in quali branche  della sua  attività specialistica  può essere utilizzato?

R. –  La straordinaria capacità di taglio sfruttata ampiamente in tutti gli interventi di chirurgia muco-gengivale .
L’eliminazione del sanguinamento della ferita con un buon effetto  coagulativo.
La vaporizzazione dei tessuti  che comporta una guarigione rapida e di alta qualità dei tessuti irradiati.
La decontaminazione dei germi presenti all’interno dei denti, del parodonto, dell’endodonto e da qui l’utilizzo in conservativa, in parodontologia, in endodonzia (sterilizzazione dei canali infetti dei denti necrotici). Risolte col laser sono oggi le perimplantiti (infiammazione del tessuto attorno ad un impianto causa primaria di rigetto), gli ascessi ( incisi drenati e decontaminati in maniera indolore), le alveoliti post estrattive ( dolentissime infiammazioni che possono conseguire ad una avulsione ), afte, ulcere, erpes etc.
La biostimolazione sulle cellule che vengono attivate nella guarigione della ferita ( dopo il taglio laser, la ferita guarisce con grande velocità e senza fastidio per il paziente).
L’effetto antalgico: se ben usato il laser ha un modico effetto antalgico ed anestetico ; io spesso lo uso per anestetizzare la zona dell’intervento o per non far sentire la puntura dell’ago prima di una avulsione specie con i bambini.
Vari sono i campi d’applicazione e credetemi  è veramente appagante vedere la madre di una bimba di nove anni che assiste stupita ad un intervento su frenulo linguale fatto senza anestesia, senza dolore, senza una goccia di sangue, senza punti e senza antibiotici: la bimba esce dallo studio sorridente e fiduciosa. Nei giorni a seguire non dovrà fare nulla perché la ferita guarirà da sola e senza problemi. Ultimamente sto trattando lesioni vascolari come gli emangiomi con risultati incredibili: l’emangioma viene fotocoagulato senza venirne a contatto,i vasi si collassano e la lesione si dissolve nel giro di 2 settimane; a un mese si assiste alla completa restituito ad integrum senza cicatrici, retrazioni o crateri residui.
Dimenticavo che il laser stimola anche il sistema immunitario e l’aumento di anticorpi favorisce l’azione antibatterica.
Ancora : gli sbiancamenti oggi tanto di moda, spesso lasciano una fastidiosa sensibilità dentinale. Sbiancando con luce laser, i denti rimangono molto meno sensibili e l’effetto è straordinario.

D. – Da quanto ci fa capire il laser è uno strumento che lei  tiene continuamente in funzione nel corso della sua giornata lavorativa?

R. – E’ proprio così: il laser si integra in ogni nostra prestazione specialistica. Mi creda, è uno strumento di cui non potrei più fare a meno, anche perché è diventata una specifica richiesta dei miei pazienti. Insomma, come ho già detto prima, è una vera rivoluzione scientifica messa a disposizione del paziente odontoiatrico.
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